La storia del doping

 La storia

Atleti greci rappresentati su un vaso antico in ceramica

La storia del doping inizio’ con le Olimpiadi svolte  nel 776 a.C. con l'impiego di sostanze di origine naturale. Nell'antica Grecia, durante lo svolgimento dei giochi olimpici, gli atleti assumevano infusi a base di erbe o funghi. Se un atleta veniva trovato in possesso di queste sostanze dopanti, veniva  immediatamente escluso dai giochi e giustiziato. 

Agli inizi dell'800, nell'America del Nord, il doping indicava la pratica di "drogare" i cavalli da corsa, con preparati a base di tabacco e narcotici. Negli anni Cinquanta del Novecento comparvero sul mercato gli steroidi anabolizzanti. Inizialmente furono usati androgeni naturali come il testosterone, in seguito steroidi di sintesi realizzati dall'industria farmaceutica. 


La morte del ciclista Jensen
Nel corso della XVII Olimpiade di Roma, l’atleta Jensen morì nel 1960 durante una gara per via del consumo di una miscela di acido nicotico e anfetamine. Fu il primo decesso per doping durante una competizione olimpica e fu anche la scintilla che fece esplodere il problema connesso con l'uso di sostanze potenzialmente mortali da parte degli sportivi. Quest'episodio, oltre a evidenziare l'abuso di steroidi nei giochi olimpici del 1964, favorì l'introduzione del controllo doping' a partire dai successivi giochi del 1968, per i quali il Comitato Internazionale Olimpico (CIO) stilò il primo elenco ufficiale delle sostanze proibite.
In seguito, le autorità politiche mondiali crearono nel 1999  WADA (World Anti-Doping Agency), l'agenzia internazionale che vietò il consumo di doping.
Al giorno d’oggi il doping continua ad essere utilizzato in molti sport, primo tra tutti l’atletica.
L’Italia e’ la nazione con piu’ atleti dopati in Europa.


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